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      Prudenzio. Nimis arduae quaestiones!
      Smitho
. A quelli che non le vogliono intendere, ma che
vogliono ostinatamente credere il falso. Ma ritorniamo a noi.
Io saprei bene, che rispondere a costoro, che hanno per
cosa difficile, che la terra si muova, dicendo, ch' è un corpo
cossí grande, cossí spesso e cossí grave. Pure vorrei udire
il vostro modo di rispondere, perché vi veggio tanto risoluto
nelle raggioni.
      Prudenzio. Non talis mihi.
      Smitho
. Perché voi siete una talpa.
      Teofilo. Il modo di rispondere consiste in questo: che
il medesmo potreste dir della luna, il sole e d'altri grandissimi
corpi, e tanti innumerabili, che gli aversarii vogliono
che sí velocemente circondino la terra con giri tanto smisurati.
E pur hanno per gran cosa, che la terra in 24 ore
si svolga circa il proprio centro, ed in un anno circa il sole.
Sappi, che né la terra, né altro corpo è assolutamente grave
o lieve. Nessuno corpo nel suo loco è grave né leggiero;
ma queste differenze e qualità accadeno non a' corpi principali
e particolari individui perfetti dell'universo, ma convegnono
alle parti, che son divise dal tutto, e che se ritrovano
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fuor del proprio continente, e come peregrine: queste non
meno naturalmente si forzano verso il loco della conservazione,
che il ferro verso la calamita; il quale va a ritrovarla
non determinatamente al basso o sopra o a destra,
ma ad ogni differenza locale, ovunque sia. Le parti della
terra da l'aria vengono verso noi, perché qua è la lor sfera;
la qual però se fusse alla parte opposita, se parterebono
da noi, a quella drizzando il corso. [>]
Bruno Cena 149-150