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      Teofilo. La intendete molto bene; ecco come una verità
chiarisce l'altra. Or per conchiudere il proposito, questi
gran corpi, se fusser mossi dall'estrinseco altrimente che
come dal fine e bene desiderato, sarrebono mossi violente-
ed accidentalmente; ancor che avessero quella potenza,
la qual è detta non repugnante, perché il vero non repugnante
è il naturale; e il naturale, o vogli o non, è principio
intrinseco, il quale da per sé porta la cosa dove conviene.
Altrimente l'estrinseco motore non moverrà senza fatica,
o pur non sarà necessario, ma soverchio; e se vuoi che sia
necessario, accusi la causa efficiente per deficiente nel suo
effetto, e che occupa gli nobilissimi motori a mobili assai piú
indegni; come fanno quelli, che dicono l'azioni delle formiche
ed aragne esserno, non da propria prudenza e artificio,
ma da l'intelligenze divine non erranti che gli donano,
verbigrazia, le spinte, che si chiamano istinti naturali, ed
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altre cose significate per voci senza sentimento. Perché, se
domandate a questi savii, che cosa è quello instinto, non
sapranno dir altro, che instinto, o qualche altra voce
cosí indeterminata e sciocca, come questo instinto, che
significa principio istigativo, ch' è un nome comunissimo,
per non dir o un sesto senso o raggione o pur intelletto.
Bruno Cena 148-149