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È dunque cosa conveniente alla commodità delle cose che
sono ed a l'effetto della perfettissima causa, che questo
moto sii naturale da principio interno e proprio appulso
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senza resistenza. Questo conviene a tutti corpi, che senza
contatto sensibile di altro impellente o attraente si muoveno.
Però la intendeno al rovescio quei che dicono, che la calamita
tira il ferro, l'ambra la paglia, il getto la piuma,
il sole l'elitropia; ma nel ferro è come un senso, il qual è
svegliato da una virtú spirituale, che si diffonde dalla
calamita, col quale si muove a quella, la paglia a l'ambra;
e generalmente tutto quel che desidera ed ha indigenza,
si muove alla cosa desiderata, e si converte in quella al suo
possibile, cominciando dal voler essere nel medesmo loco.
Da questo considerar, che nulla cosa si muove localmente
da principio estrinseco senza contatto piú vigoroso della
resistenza del mobile, depende il considerare quanto sii
sollenne goffaria e cosa impossibile a persuadere ad un regolato
sentimento, che la luna muove l'acqui del mare, caggionando
il flusso in quello, fa crescere gli umori, feconda i
pesci, empie l'ostreche e produce altri effetti; atteso che
quella di tutte queste cose è propriamente segno, e non
causa. Segno ed indizio, dico, perché il vedere
queste cose con certe disposizioni della luna, ed altre cose
contrarie e diverse con contrarie e diverse disposizioni,
procede da l'ordine e corispondenza delle cose, e le leggi
d'una mutazione che son conformi e corrispondenti alle
leggi de l'altra.
Bruno Cena 146-147