— 689 —
Appresso credo che sai distinguere, se sei Minerva, che,
quando un certo filosofo Stagirita disse che la vista è massimamente
desiderata per il sapere, non comparava la vista
con altre specie di mezzi per conoscere, come con l'udito,
con la cogitazione, con l'intelletto; ma facea comparazione
tra questo fine de la vista, che è il sapere, e altro fine, che
la medesima si possa proponere. Però, se non ti rincresce
d'andar sin ai campi Elisii a raggionar con lui (se pur non
ha indi fatta partenza per altra vita, e bevuto de l'onde
di Lete), vedrai che lui farà questa chiosa: Noi desideramo
la vista massime per questo
fine di sapere
; e non quell'altra: Noi desideramo
tra gli altri sensi massime la
vista per sapere
.
      Saulino. È maraviglia, o Sofia, che la Fortuna sappia
discorrere meglio, e meglio intender gli testi che Minerva,
la quale è soprastante a queste intelligenze.
      Sofia. Non ti maravigliare; perché, quando profondamente
considerarai, e quando pratticarai e conversarai ben
bene, trovarai che li graduati dei de le scienze e de l'eloquenze
— 690 —
e de gli giudizii non sono piú giudiziosi, piú savi e
piú eloquenti de gli altri. [>]

Bruno Best 689-690