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      XIV. Cicada. Ma che significa quel strale infocato che
ha le fiamme in luogo di ferrigna punta, circa il quale è
avolto un laccio ed ha il motto: Amor instat ut instans?
Dite che ne intendete?
      Tansillo. Mi par che voglia dire che l'amor mai lo lascia,
e che eterno parimente l'affliga.
      Cicada. Vedo bene laccio, strale e fuoco; intendo quel
che sta scritto: Amor instat; ma quel che séguita, non posso
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capirlo, cioè che l'amor come istante o insistente, inste:
che ha medesima penuria di proposito, che se uno dicesse:
questa impresa costui la ha finta come finta, la porta come
la porta, la intendo come la intendo, la vale come la vale,
la stimo come un che la stima.
      Tansillo. Piú facilmente determina e condanna chi
manco considera. Quello instans non significa adiettivamente
dal verbo instare; ma è nome sustantivo preso per
l'instante del tempo.
      Cicada. Or che vuol dir che l'amor insta come l'instante?
      Tansillo. Che vuol dire Aristotele nel suo libro Del
tempo
, quando dice che l'eternità è uno instante, e
che in tutto il tempo non è che uno instante?
      Cicada. Come questo può essere, se non è tanto minimo
tempo che non abbia piú instanti? Vuol egli forse che in
uno instante sia il diluvio, la guerra di Troia e noi che siamo
adesso? Vorrei sapere come questo instante se divide in
tanti secoli ed anni? e se per medesima proporzione non
possiamo dire che la linea sia un punto?
      Tansillo. Sí come il tempo è uno, ma è in diversi suggetti
temporali, cossí l'instante è uno in diverse e tutte
le parti del tempo. Come io son medesimo che fui, sono e
sarò; io medesimo son qua in casa, nel tempio, nel campo
e per tutto dove sono.
      Cicada. Perché volete che l'instante sia tutto il tempo?
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      Tansillo. Perché se non fusse l'instante, non sarrebe
il tempo: però il tempo in essenza e sustanza non è altro
che instante. E questo baste, se l'intendi (perché non ho
da pedanteggiar sul quarto de la Fisica). Onde comprendi
che voglia dire, che l'amor gli assista non meno che
il tempo tutto; perché questo instans non significa punto
del tempo.
      Cicada. Bisogna che questa significazione sia specificata
in qualche maniera, se non vogliamo far che sia il motto
vicioso in equivocazione, onde possiamo liberamente intendere
ch'egli voglia dire, che l'amor suo sia d'uno instante,
idest d'un atomo di tempo e d'un niente: o che voglia dire
che sia, come voi interpretate, sempre.
      Tansillo. Certo se vi fussero inplicati questi doi sensi
contrarii, il motto sarrebe una baia. Ma non è cossí, se
ben consideri; atteso che in uno instante, che è atomo o
punto, che l'amore inste o insista, non può essere; ma bisogna
necessariamente intendere l'instante in altra significazione.
E per uscir di scuola, leggasi la stanza:
      Un tempo sparge, ed un tempo raccoglie;
Un edifica, un strugge; un piange, un ride:
Un tempo ha triste, un tempo ha liete voglie;
Un s'affatica, un posa; un stassi, un side:
      Un tempo porge, un tempo si ritoglie;
Un muove, un ferma; un fa vivo, un occide;
In tutti gli anni, mesi, giorni ed ore
M'attende, fere, accend'e lega amore.
      Continuo mi disperge,
Sempre mi strugg'e mi ritien in pianto,
È mio triste languir ogn'or pur tanto,

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      In ogni tempo mi travaglia ed erge,
Tropp'in rubbarmi è forte,
Mai non mi scuote, mai non mi dà morte.

      Cicada. Assai bene ho compreso il senso; e confesso
che tutte le cose accordano molto bene. Però mi par tempo
di procedere a l'altro.
Bruno Furori 1066-1067-1068-1069