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      E voglio ch'intendiate, o Dei, con quanta verità da
alcuni son detta pazza, stolta, inconsiderata, mentre son
essi sí pazzi, sí stolti, sí inconsiderati che non sanno apportar
raggione de l'esser mio; ed onde trovo di que' che
son stimati piú dotti che gli altri, quali in effetto dimostrano
e conchiudeno il contrario, per quanto son costretti
dal vero; talmente mi dicono irrazionale e senza discorso,
che non per questo m'intendeno brutale e sciocca, atteso
che con tal negazione non vogliono detraermi, ma attribuirmi
di vantaggio; come ed io tal volta voglio negar cose
piccole per concedere le maggiori. Non son, dunque, da
essi compresa come chi sia ed opre sotto la raggione e è
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con la raggione; ma sopra ogni raggione, sopra ogni discorso
ed ogni ingegno. Lascio che pur in effetto s'accorgeno e
confessano, ch'io ottegno ed esercito il governo e regno
massime sopra gli razionali, intelligenti e divini: e non è
savio che dica me effettuar col mio braccio sopra cose prive
di raggione ed intelletto, quai sono le pietre, le bestie,
gli fanciulli, gli forsennati ed altri che non hanno apprensione
di causa finale e non possono oprare per il fine. [>]

Bruno Best 687-688