— 128 —
Della
Sapienza Poetica.
Libro Secondo
.

Per ciò, che sopra si è detto nelle Degnità,
che tutte le Storie delle Nazioni Gentili hanno
avuto favolosi Principj; e che appo i Greci,
da' quali abbiamo tutto ciò, ch'abbiamo dell'
Antichità Gentilesche, i Primi Sappienti furon'i Poeti
Teologi
; e la Natura delle cose, che sono mai nate,
o fatte, porta, che sieno rozze le lor' Origini: tali,
e non altrimenti, si deono stimare quelle della Sapienza
Poetica
. E la somma, e sovrana stima, con la qual' è
fin'a noi pervenuta, ella è nata dalle due borie nelle
Degnità divisate, una delle Nazioni, l'altra de' Dotti;
e più, che da quella delle Nazioni, ella è nata dalla
boria de' Dotti: per la quale come Manetone sommo
Pontefice Egizio
portò tutta la Storia Favolosa Egiziaca
ad una sublime Teologia Naturale, come dicemmo nelle
Degnità; così i Filosofi Greci portarono la loro alla Filosofia:
nè già solamente perciò, perchè, come sopra
pur vedemmo nelle Degnità, erano loro entrambe cotal'
Istorie pervenute laidissime, ma per queste cinque
altre cagioni
. La prima fu la riverenza della Religione;
perchè con le Favole furono le Gentili Nazioni dappertutto
sulla Religione fondate: la seconda fu il grande
effetto
indi seguito di questo Mondo Civile sì sappientemente
ordinato
; che non potè esser'effetto, che d'una
Sovraumana Sapienza: la terza furono l' occasioni, che,
come qui dentro vedremo, esse Favole assistite dalla
venerazione della Religione, e dal credito di tanta Sapienza
dieder' a' Filosofi di porsi in Ricerca, e di meditare
altissime cose in Filosofia: la quarta furono le
Vico SN44 128