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      XIII. Cicada. Veggiamo appresso la significazione di
quella face ardente, circa la quale è scritto: Ad vitam,
non ad horam
.
      Tansillo. La perseveranza in tal amore ed ardente desio
del vero bene, in cui arde in questo stato temporale il furioso.
Questo credo che mostra la seguente tavola:
      Partesi da la stanza il contadino,
Quando il sen d'Orïente il giorno sgombra;
E quand'il sol ne fere piú vicino,
Stanco e cotto da caldo siede a l'ombra:

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      Lavora poi e s'affatica insino
Ch'atra caligo l'emisfer ingombra;
Indi si posa. Io sto a continue botte
Mattina, mezo giorno, sera e notte.
      Questi focosi rai,
Ch'escon da que' doi archi del mio sole,
De l'alma mia (com'il mio destin vuole)
      Da l'orizonte non si parton mai,
Bruggiand'a tutte l'ore
Dal suo meridïan l'afflitto core.

      Cicada. Questa tavola piú vera- che propriamente
esplica il senso de la figura.
      Tansillo. Non ho d'affaticarmi a farvi veder queste
proprietadi, dove il vedere non merita altro che piú attenta
considerazione. Gli rai del sole son le raggioni
con le quali la divina beltade e bontade si manifesta a noi.
E son focosi, perché non possono essere appresi da
l'intelletto, senza che conseguentemente scaldeno l'affetto.
Doi archi del sole son le due specie di revelazione
che gli scolastici teologi chiamano matutina e vespertina;
onde l'intelligenza illuminatrice di noi,
come aere mediante, ne adduce quella specie o in virtú
che la admira in se stessa, o in efficacia che la contempla
ne gli effetti. L'orizonte de l'alma in questo luogo
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è la parte delle potenze superiori, dove a l'apprensione gagliarda
de l'intelletto soccorre il vigoroso appulso de l'affetto,
significato per il core, che bruggiando a tutte l'ore
s'afflige; perché tutti gli frutti d'amore che possiamo raccôrre
in questo stato, non son sí dolci che non siano piú
gionti a certa afflizione: quella almeno che procede da
l'apprension di non piena fruizione. Come specialmente
accade ne gli frutti de l'amor naturale, la condizion de gli
quali non saprei meglio esprimere, che come fe'il poeta
Epicureo:
Ex hominis vero facie pulchroque colore
Nil datur in corpus praeter simulacra fruendum
Tenuia, quae vento spes captat saepe misella.
Ut bibere in somnis sitiens cum quaerit, et humor
Non datur, ardorem in membris qui stinguere possit;
Sed laticum simulacra petit frustraque laborat
In medioque sitit torrenti flumine potans:
Sic in amore Venus simulacris ludit amantis,
Nec satiare queunt spectando corpora coram,
Nec manibus quicquam teneris abradere membris
Possunt, errantes incerti corpore toto.
Denique cum membris conlatis flore fruuntur
Aetatis; dum iam praesagit gaudia corpus,
Atque in eo est Venus, ut muliebria conserat arva,
Adfigunt avide corpus iunguntque salivas
Oris et inspirant pressantes dentibus ora,
Nequicquam, quoniam nihil inde abradere possunt,
Nec penetrare et abire in corpus corpore toto.

      Similmente giudica nel geno del gusto che qua possiamo
aver de cose divine: mentre a quelle ne forziamo penetrare
ed unirci, troviamo aver piú afflizione nel desio che piacer
nel concetto. E per questo può aver detto quel savio Ebreo,
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che chi aggionge scienza, aggionge dolore; perché dalla
maggior apprensione nasce maggior e piú alto desio, e da
questo séguita maggior dispetto e doglia per la privazione
della cosa desiderata. Là onde l'Epicureo che seguita la
piú tranquilla vita, disse in proposito de l'amor volgare:
Sed fugitare decet simulacra et pabula amoris
Abstergere sibi atque alio convertere mentem,
Nec servare sibi curam certumque dolorem:
Ulcus enim virescit et inveterascit alendo,
Inque dies gliscit furor atque aerumna gravescit.
Nec Veneris fructu caret is qui vitat amorem,
Sed potius quae sunt sine paena commoda sumit.

      Cicada. Che intende per il meridiano del core?
      Tansillo. La parte o region piú alta e piú eminente de
la volontà, dove piú illustre-, forte-, efficace- e rettamente
è riscaldata. Intende che tale affetto non è come in principio
che si muova, né come in fine che si quiete, ma come
al mezzo dove s'infervora.
Bruno Furori 1063-1064-1065-1066