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      Smitho. La causa dell'errore fu, che il Torquato avea
contemplate le figure di quel libro e non avea letto gli capitoli;
e se pur le ha letti, non l'ha intesi.
      Teofilo. Il Nolano se mise a ridere; e dissegli, che
quel punto non significava altro, che la pedata del compasso,
quando si delineò l'epiciclo della terra e della luna, il quale
è tutto uno ed il medesmo. Or, se volete veramente sapere
dove è la terra, secondo il senso del Copernico, leggete le
sue paroli. Lessero e ritrovarno che dicea la terra e la luna
essere contenute come da medesmo epiciclo, ecc.. E cossí
rimasero mastigando in lor lingua, sin tanto che Nundinio
e Torquato, avendo salutato tutti gli altri, eccetto
ch' il Nolano, se n'andorno; e lui inviò uno appresso, che
da sua parte salutasse loro. Que' cavallieri, dopo aver
pregato il Nolano, che non si turbasse per la discortese incivilità
e temeraria ignoranza de' lor dottori, ma che avesse
compassione alla povertà di questa patria, la quale è rimasta
vedova delle buone lettere per quanto appartiene alla
professione di filosofia e reali matematiche (nelle quali,
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mentre sono tutti ciechi, vengono questi asini, e ne si vendono
per oculati, e ne porgeno vessiche per lanterne) con
cortesissime salutazioni lasciandolo, se ne andaro per un
camino. Noi ed il Nolano, per un altro, ritornammo tardi
a casa, senza ritrovar di que' rintuzzi ordinarii, perché
la notte era profonda, e gli animali cornupeti e calcitranti
non ne molestaro al ritorno come alla venuta; perché, prendendo
l'alto riposo, s'erano nelle lor mandre e stalle retirati.
Bruno Cena 141-142