— 140 —
      Quando vedde questo il Nolano: - Ecco, disse, che
costui mi volea insegnare del Copernico quel che il Copernico
medesmo non intese, e piú tosto s'arrebe fatto tagliar
il collo, che dirlo o scriverlo. Perché il piú grande asino
del mondo saprà, che da quella parte sempre si vedrebbe
il diametro del sole equale; ed altre molte conclusioni
seguitarebbono, che non si possono verificare. - Tace,
tace, disse
il Torquato: tu vis me docere Copernicum? - Io
curo poco il Copernico, disse il Nolano, e poco mi curo,
che voi o altri l'intendano; ma di questo solo voglio avertirvi:
che, prima che vengate ad insegnarmi un'altra volta,
che studiate meglio. - Ferno tanta diligenza i gentilomini
— 141 —
che v'eran presenti, che fu portato il libro del Copernico;
e guardando nella figura, veddero che la terra non era descritta
nella circonferenza de l'epiciclo come la luna. Però
volea Torquato che quel punto, che era in mezzo de l'epiciclo
nella circonferenza della terza sfera, significasse la terra.
Bruno Cena 140-141