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      Finito questo discorso, cominciorno a raggionar in inglese
tra loro, e dopo aver alquanto trascorso insieme,
ecco comparir su la tavola carta e calamaio. Il dottor Torquato

distese, quanto era largo
e lungo, un foglio; prese
la piuma in mano; tira una
linea retta per mezzo del foglio
da un canto a l'altro; in mezzo
forma un circolo a cui la
linea predetta, passando per
il centro, facea diametro; e
dentro un semicircolo di quello
scrive Terra, e dentro l'altro
scrive Sol. Dal canto de
la terra forma otto semicircoli,
dove ordinatamente
erano gli caratteri di sette
pianeti [fig. 7] e circa l'ultimo
scritto: Octava Sphaera
Mobilis
; e ne la margine: Ptolomaeus. Tra tanto il Nolano
disse a costui che volea far di questo, che sanno sin ai putti?
Torquato rispose: - Vide, tace et disce: ego docebo te Ptolomaeum
et Copernicum
. -
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      Smitho. Sus quandoque Minervam.
Bruno Cena 139-140