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quanto vi dispone, debbe essere tutto Ordine: perc' ha
per suo Fine la sua stessa Immensa Bontà, quanto vi ordina,
debbe esser'indiritto a un bene sempre superiore
a quello, che si han proposto essi uomini. Per
tutto ciò nella deplorata oscurità de' Principj, e nell' innumerabile
varietà de' Costumi delle Nazioni
, sopra un
Argomento Divino, che contiene tutte le cose umane,
qui pruove non si possono più sublimi disiderare, che
queste istesse, che ci daranno la naturalezza, l' ordine,
e 'l fine, ch' è essa conservazione del Gener'Umano: le
quali pruove vi riusciranno luminose, e distinte, ove
rifletteremo, con quanta facilità le cose nascono, ed
a' quali occasioni, che spesso da lontanissime parti, e
tal volta tutte contrarie a i proponimenti degli uomini,
vengono, e vi si adagiano da sè stesse; e tali pruove
ne somministra l' Onnipotenza: combinarle, e vederne
l' Ordine, a' quali tempi, e luoghi loro propj
nascono le cose ora, che vi debbono nascer'ora,
e l'altre si differiscono nascere ne' tempi, e ne' luoghi
loro, nello che all'avviso d' Orazio consiste
tutta la bellezza dell'Ordine; e tali pruove ci apparecchia
l' Eterna Sapienza: e finalmente considerare,
se siam capaci d'intendere, se a quelle occasioni,
luoghi, e tempi potevano nascere altri beneficj
Divini
; co' quali in tali o tali bisogni, o malori
degli uomini si poteva condurre meglio a bene, e conservare
l'Umana Società; e tali pruove ne darà l' Eterna
Bontà di Dio
. Onde la propia continua pruova, che
qui farassi, sarà il combinar', e riflettere, se la nostra
Mente Umana nella serie de' possibili, la quale ci è permesso
d'intendere, e per quanto ce n' è permesso,
possa pensare o più, o meno, o altre cagioni di quelle,
ond'escono gli effetti di questo Mondo Civile: lo che,
faccendo il Leggitore, pruoverà un divin piacere in questo
corpo mortale di contemplare nelle Divine Idee questo
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