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      Smitho. Essi, poi che sono entrati in un'altra specie
di disputazione, che dissero a questo?
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      Teofilo. In conclusione, che loro erano compagni d' Aristotele,
di Tolomeo e molti altri dottissimi filosofi. Ed il
Nolano soggionse, che sono innumerabili sciocchi, insensati,
stupidi ed ignorantissimi, che in ciò sono compagni
non solo di Aristotele e Tolomeo, ma di essi loro ancora;
i quali non possono capire quel che il Nolano intende,
con cui non sono, né possono esser molti consezienti, ma
solo uomini divini e sapientissimi, come Pitagora, Platone
ed altri. - Quanto poi alla moltitudine, che si gloria
d'aver filosofi dal canto suo, vorrei che consideri, che per
tanto che sono que' filosofi conformi al volgo, han prodotta
una filosofia volgare; e per quel ch' appartiene a voi che vi
fate sotto la bandiera d' Aristotele, vi dono aviso che non
vi dovete gloriare, quasi intendessivo quel che intese Aristotele,
e penetrassivo quel che penetrò Aristotele. Perché
è grandissima differenza tra il non sapere quel che lui non
seppe, e saper quel che lui seppe: perché dove quel filosofo
fu ignorante, ha per compagni non solamente voi, ma tutti
vostri simili, insieme con i scafari e fachini londrioti;
dove quel galantuomo fu dotto e giudicioso, credo e son
certissimo, che tutti insieme ne sete troppo discosti. [>]
Bruno Cena 136-137