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Quando ero
putto ed a fatto senza intelletto speculativo, stimai che
creder questo era una pazzia; e pensavo che fusse stato
posto avanti da qualcuno per una materia sofistica e capziosa
ed esercizio di quelli ociosi ingegni, che vogliono disputar
per gioco e che fan professione di provar e defendere che
il bianco è nero. Tanto dunque io posso odiar voi per questa
caggione, quanto me medesmo, quando ero piú giovane,
piú putto, men saggio e men discreto. Cossí, in loco ch' io
mi devrei adirar con voi, vi compatisco, e priego Idio che,
come ha donato a me questa cognizione, cossí (se non gli
piace di farvi capaci del vedere) almeno vi faccia posser
credere che sete ciechi. E questo non sarà poco per rendervi
piú civili e cortesi, meno ignoranti e temerarii. E voi ancora
mi dovete amare, se non come quello che sono al presente
piú prudente e piú vecchio, almeno come quel che fui
piú ignorante e piú giovane, quando ero in parte ne gli miei
piú teneri anni, come voi sete in vostra vecchiaia. Voglio
che, quantunque mai son stato, conversando e disputando,
cossí salvatico, malcreato ed incivile, son stato però un
tempo ignorante come voi. Cossí, avendo io riguardo al
stato vostro presente conforme al mio passato, e voi al
stato mio passato conforme al vostro presente, io vi amarò
e voi non m'odiarete. -
Bruno Cena 136