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      Filoteo. Contra questo diciamo, che in quel modo con
cui in questo universal spacio infinito la nostra terra versa
circa questa regione ed occupa questa parte, nel medesimo
gli altri astri occupano le sue parti e versano circa le sue
regioni ne l'immenso campo. Ove, come questa terra costa
di suoi membri, ha le sue alterazioni ed ha flusso e reflusso
nelle sue parti (come accader veggiamo ne gli animali,
umori e parti, le quali sono in continua alterazione e moto),
cossí gli altri astri costano di suoi similmente affetti membri.
E sicome questo, naturalmente si movendo secondo tutta
la machina, non ha moto se non simile al circulare, con cui
se svolge circa il proprio centro e discorre intorno al sole;
cossí necessariamente quelli altri corpi che sono di medesima
natura. E non altrimente le parti sole di quelli, che
per alcuni accidenti sono allontanate dal suo loco (le quali
però non denno esser stimate parti principali o membri),
naturalmente con proprio appulso vi ritornano, che parti
de l'arida ed acqua, che per azion del sole e de la terra
s'erano in forma d'exalazione e vapore allontanate verso
membri e regioni superiori di questo corpo, avendono riacquistata
la propria forma, vi ritornano. E cossí quelle parti
oltre certo termine non si discostano dal suo continente
come queste; come sarà manifesto quando vedremo la
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materia de le comete non appartenere a questo globo.
Cossí dunque, come le parti di un animale, benché sieno di
medesima specie con le parti di un altro animale, nulla
di meno, perché appartengono a diversi individui, giamai
quelle di questi (parlo de le principali e lontane) hanno
inclinazione al loco di quelle de gli altri: come non sarà
mai la mia mano conveniente al tuo braccio, la tua testa
al mio busto. Posti cotai fondamenti, diciamo veramente
essere similitudine tra tutti gli astri, tra tutti gli mondi, e
medesima raggione aver questa e le altre terre. Però non
séguita che dove è questo mondo debbano essere tutti gli
altri, dove è situata questa debbano essere situate l'altre;
ma si può bene inferire che, sicome questa consiste nel
suo luogo, tutte l'altre consistano nel suo: come non è
bene che questa si muova al luogo dell'altre, non è bene
che l'altre si muovano al luogo di questa: come questa è
differente in materia ed altre circostanze individuali da
quelle, quelle sieno differenti da questa. Cossí le parti di
questo fuoco si muovono a questo fuoco come le parti
di quello a quello; cossí le parti di questa terra a questa
tutta, come le parti di quella terra a quella tutta. Cossí
le parti di quella terra che chiamiamo luna, con le sue
acqui, contra natura e violentemente si moverebono a
questa, come si moverebono le parti di questa a quella.
Quella naturalmente versa nel suo loco, ed ottiene la sua
regione che è ivi; questa è naturalmente nella sua regione
quivi; e cossí se riferiscono le parti sue a quella terra,
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come le sue a questa; cossí intendi de le parti di quelle
acqui e di que' fochi. Il giú e loco inferiore di questa terra
non è alcun punto della regione eterea fuori ed extra di lei
(come accade alle parti fatte fuori della propria sfera, se
questo aviene), ma è nel centro de la sua mole o rotundità
o gravità. Cossí il giú di quella terra non è alcun luogo
extra di quella, ma è il suo proprio mezzo, il proprio suo
centro. Il su di questa terra è tutto quel ch'è nella sua
circumferenza ed estra la sua circumferenza; però cossí
violentemente le parti di quella si muoveno extra la sua
circumferenza e naturalmente s'accoglieno verso il suo
centro, come le parti di questa violentemente si diparteno
e naturalmente tornano verso il proprio mezzo. Ecco come
si prende la vera similitudine tra queste e quell'altre terre.
Bruno Inf 475-476-477