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      Smitho. Chi dona perle a porci, non si de' lamentar,
se gli son calpestrate. Or sequitate il proposito del Torquato.
      Teofilo. Alzati tutti di tavola, vi furono di quelli, che in
lor linguaggio accusavano il Nolano per impaziente, in vece
che doveano aver piú tosto avanti gli occhi la barbara e
salvatica discortesia del Torquato e propria. Tutta volta
il Nolano, che fa professione di vencere in cortesia quelli
che facilmente posseano superarlo in altro, se rimesse; e
come avesse tutto posto in oblio, disse amichevolmente al
Torquato: - Non pensar, fratello, ch' io per la vostra
opinione voglia o possa esservi nemico, anzi vi son cossí
amico come di me stesso. Per il che voglio che sappiate,
ch' io prima ch' avesse questa posizione per cosa certissima,
alcuni anni a dietro, la tenni semplicemente vera; quando
ero piú giovane e men savio, la stimai verisimile; quando ero
piú principiante nelle cose speculative, la tenni sí fattamente
falsa che mi meravigliavo d' Aristotele, che non
solo non si sdegnò di farne considerazione, ma anco spese
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piú della mittà del secondo libro Del cielo e mondo, forzandosi
dimostrar che la terra non si muova. [>]
Bruno Cena 135-136