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- Conchiuso ch'ebbe Giove l'espedizione
di costei, contentissima chiese licenza di far il suo
camino; e la Ricchezza fece segno di volersi un'altra volta
accostar, per sollicitar il conseglio con qualche nuova proposta;
ma non gli fu lecito di giongere piú paroli.
      - Via, via! li disse Momo. Non odi quanti ti chiamano,
ti cridano, ti priegano, ti sacrificano, ti piangono,
e con sí gran voti e stridi, che ormai hanno tutti noi altri
assorditi, ti appellano? E tu ti vai tanto trattenendo e
strafuggendo per queste parti? Va via presto, a la mal'ora,
se non ti piace andar a la buona. - Non t'impacciar di
questo, o Momo, li disse il padre Giove; lascia che si parta
e vada, quando gli pare e piace. - Ella mi par in vero,
disse Momo, cosa degna di compassione ed una specie
d'ingiustizia a riguardo de chi non vi provede, e puote,
che questa meno vada a chi piú la chiama e richiama, ed
a chi piú la merita, meno s'accosta - Voglio, disse Giove,
quel che vuole il fato.
      Saulino. Fanne altrimente, dovea dire Momo.
      Sofia. - Io voglio, ch'al rispetto de le cose là basso
questa sia sorda: e che giamai, per esser chiamata, risponda
o vegna; ma, guidata piú da la sorte e la fortuna, vada a
la cieca ed a tastoni ad comunicarsi a colui, che verrà a
rancontrarsegli tra la moltitudine. - Quindi averrà,
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disse Saturno, che si comunicarà piú presto ad uno de
gran poltroni e forfanti, il numero de quali è come l'arena
che ad alcuno che sia mediocremente uomo da bene: e
piú tosto ad uno di questi mediocri che sono assai, che
ad uno de piú principali che son pochissimi; e forse mai,
anzi certamente mai a colui che è piú meritevole che gli
altri, ed unico individuo.
Bruno Best 678-679