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      Sofia. Oltre vuole, che la Povertà massimamente séguite
la Ricchezza, e sia fuggita da quella quando si versa
nelli palaggi terreni, ed in quelle stanze nelle quali ha il
suo imperio la Fortuna; ma allor che ella s'appiglia a cose
alte e rimosse dalla rabbia del tempo e di quell'altra cieca,
non voglio che abbi tanto ardire o forza d'assalir per farla
fuggire e tôrgli il loco. Perché non voglio che facilmente
si parta da là dove con tanta difficultade e dignitade bisogna
pervenire; e cossí, per a l'incontro, abbi tu quella
fermezza nelle cose inferiori che lei può avere nelle superiori.
- Anzi, soggionse Giove, voglio che in certo modo
in voi vegna ad essere una certa concordia d'una non leggiera
sorte, ma di grandissima importanza; a fin che non
pensi, che con esser bandita dal cielo vegni piú relegata
ne l'inferno, che, per il contrario, con esser tolta da l'inferno,
vegni collocata in cielo: di maniera che la condizion
de la Ricchezza, la quale ho detta, vegna incomparabilmente
meglior che la tua. Però voglio, che tanto si manche
che l'una discacce l'altra dal loco del suo maggior domíno,
che piú tosto l'una si mantegna e fomente per l'altra, di
maniera che tra voi sia strettissima amicizia e familiaritade.
      Saulino. Fatemi presto intendere come sia questo.
Bruno Best 676