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Questi sono gli grandi animali, de' quali molti
con lor chiaro lume, che da' lor corpi diffondeno, ne sono
di ogni contorno sensibili. De' quali altri son effettualmente
caldi, come il sole ed altri innumerabili fuochi; altri son
freddi, come la terra, la luna, Venere ed altre terre innumerabili.
Questi, per comunicar l'uno all'altro, e participar
l'un da l'altro il principio vitale, a certi spacii, con certe
distanze, gli uni compiscono gli lor giri circa gli altri, come è
manifesto in questi sette, che versano circa il sole; de' quali
la terra è uno, che, movendosi circa il spacio di 24 ore
dal lato chiamato occidente verso l'oriente, caggiona l'apparenza
di questo moto de l'universo circa quella, che è
detto moto mundano e diurno. La quale imaginazione è
falsissima, contra natura ed impossibile: essendo che sii
possibile, conveniente, vero e necessario, che la terra si
muova circa il proprio centro, per participar la luce e tenebre,
giorno e notte, caldo e freddo; circa il sole per la participazione
de la primavera, estade, autunno, inverno; verso
i chiamati poli ed oppositi punti emisferici, per la rinovazione
di secoli e cambiamento del suo volto, a fin che,
dove era il mare sii l'arida, ove era torrido sii freddo, ove
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il tropico sii l'equinoziale; e finalmente sii de tutte cose
la vicissitudine, come in questo, cossí ne gli altri astri,
non senza raggione da gli antichi veri filosofi chiamati
mondi.
Bruno Cena 131-132