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      Saulino. Or non son libri fatti da uomini di mala fama,
disonesti e dissoluti, e forse a mal fine?
      Sofia. È vero; ma non sono senza la sua instituzione e
frutti della cognizione de chi scrive, come scrive, perché
ed onde scrive, di che parla, come ne parla, come s'inganna
lui, come gli altri s'ingannano di lui, come si declina e
come s'inclina a uno affetto virtuoso e vizioso, come si
muove il riso, il fastidio, il piacere, la nausea; ed in tutto
è sapienza e providenza, ed in ogni cosa è ogni cosa, e massime
è l'uno dove è l'altro contrario, e questo massime si
cava da quello.
      Saulino. Or torniamo al proposito donde ne ha divertiti
il nome d' Aristotele e la fama de la Pippa. Come fu
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licenziata la Povertà da Giove, dopo che era sí schernita
da Momo?
      Sofia. Io non voglio referir tutti gli ridicoli propositi
che passâro tra quello e colei, la quale non meno momezzava
di Momo che di essa seppe momezzar colui. Dechiarò
Giove, che questa abbia di privileggii e prorogative che
non ha quella in queste cose qua a basso.
Bruno Best 674-675