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      Smitho. Ed il Nolano ebbe tanta pazienza, che vedendo
un sí presuntuoso e goffo, non voltò le spalli, ed andarsene
a casa, e dire a colui, che l'avea chiamato, che....
      Teofilo. Anzi rispose, che lui non era andato per leggere
né per insegnare, ma per rispondere; e che la simmetria,
ordine, e misura de' moti celesti si presuppone tal
qual'è, ed è stata conosciuta da antichi e moderni; e che
lui non disputa circa questo, e non è per litigare contra
gli matematici, per togliere le lor misure e teorie, alle quali
sottoscrive e crede; ma il suo scopo versa circa la natura
e verificazione del soggetto di questi moti. Oltre, disse il
Nolano: - Se io metterò tempo per rispondere a questa
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dimanda, noi staremo qua tutta la notte senza disputare
e senza ponere giamai gli fondamenti delle nostre pretensioni
contra la comone filosofia; perché tanto gli uni quanto
gli altri condoniamo tutte le supposizioni, pur che si conchiuda
la vera raggione delle quantità e qualità di moti,
ed in questi siamo concordi. A che dunque beccarse il cervello
fuor di proposito? Vedete voi se dalle osservanze fatte
e dalle verificazioni concesse possiate inferire qualche cosa,
che conchiuda contra noi e poi arrete libertà di proferire
le vostre condannazioni.
Bruno Cena 129-130