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      Allora Momo dimandò a Giove per quella volta licenza,
se voleva che determinasse. A cui Giove: - Ancora mi
burli, o Momo? che hai tanta licenza, che sei piú licenzioso
(volsi dir licenziato) tu solo che tutti gli altri. Dona
pur sicuro la sentenza a costei; perché, se la sarà buona,
l'approvaremo. - Allora Momo disse: - Mi par congruo
e condigno ch'ancor questa se la vada spasseggiando per
quelle piazze, nelle quali si vede andar circumforando
la Ricchezza, e corra e discorra, vada e vegna per le medesime
campagne; perché (come vogliono gli canoni del raziocinio)
per raggione di cotai contrarii questa non deve
entrare se non là onde quella fugge, e non succedere se
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non là d'onde quella si parte; e quella non deve succedere
ed entrare se non là d'onde questa si parte e fugge; e sempre
l'una sia a le spalli de l'altra, e l'una doni la spinta a l'altra,
non toccandosi mai da faccia a faccia, ma dove l'una ha
il petto, l'altra abbia il tergo, come se giocassero (come
facciamo noi tal volta) al giuoco de la rota del scarpone.
      Saulino. Che disse sopra di questo Giove con gli
altri?
      Sofia. Tutti confirmâro e ratificâro la sentenza.
Bruno Best 671-672