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      Gervasio. Voi non riferite per il contrario tanti altri
esempi di coloro che si son stimati fortunatissimi per le sue
donne? tra' quali (per non mandarvi troppo lontano) ecco,
sotto questo medesmo tetto, il signor di Mauvissiero incorso
in una, non solamente dotata di non mediocre corporal
beltade che gli avvela e ammanta l'alma, ma oltre, che col
triumvirato di molto discreto giudizio, accorta modestia e
onestissima cortesia, d'indissolubil nodo tien avvinto l'animo
del suo consorte, ed è potente a cattivarsi chiunque la
conosce. Che dirai de la generosa figlia, che a pena un lustro
e un anno ha visto il sole, e per le lingue non potrai giudicare
s'ella è da Italia o da Francia o da Inghilterra, per la
mano circa gli musici istrumenti non potrai capire s'ella è
corporea o incorporea sustanza, per la matura bontà di
costumi dubitarai s'ella è discesa dal cielo o pur è sortita
da la terra? Ognun vede che in quella, non meno per la
formazion di sí bel corpo è concorso il sangue de l'uno e
l'altro parente, ch'alla fabrica del spirto singulare le virtú
dell'animo eroico di que' medesimi.
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      Poliinnio. Rara avis come la Maria da Boshtel; rara
avis
come la Maria da Castelnovo.
      Gervasio. Quel raro che dite de le femine, medesimo si
può dire de' maschi.
      Poliinnio. In fine, per ritornare al proposito, la donna
non è altro che una materia. Se non sapete che cosa è donna,
per non saper che cosa è materia, studiate alquanto gli
peripatetici che, con insegnarvi che cosa è materia, te
insegnaranno che cosa è donna.
      Gervasio. Vedo bene che, per aver voi un cervello peripatetico,
apprendeste poco o nulla di quel che ieri disse
il Teofilo circa l'essenza e potenza della materia.
      Poliinnio. De l'altro sia che si vuole; io sto sul punto
del biasimar l'appetito de l'una e de l'altra, il quale è caggion
d'ogni male, passione, difetto, ruina, corrozione. Non credete
che, se la materia si contentasse de la forma presente,
nulla alterazione o passione arrebe domíno sopra di noi,
non moriremmo, sarrebom incorrottibili ed eterni?
      Gervasio. E se la si fosse contentata di quella forma,
che avea cinquanta anni addietro, che direste? sareste tu,
Poliinnio? Se si fusse fermata sotto quella di quaranta
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anni passati, sareste sí adultero ..., dico, sí adulto, sí perfetto,
sí dotto? Come dunque ti piace, che le altre forme
abbiano ceduto a questa, cossí è in volontà de la natura,
che ordina l'universo, che tutte le forme cedano a tutte.
Lascio che è maggior dignità di questa nostra sustanza
di farsi ogni cosa, ricevendo tutte le forme, che, ritenendone
una sola, essere parziale. Cossí, al suo possibile, ha la similitudine
di chi è tutto in tutto.
      Poliinnio. Mi cominci a riuscir dotto, uscendo fuor del
tuo ordinario naturale. Applica ora, se puoi, a simili, apportando
la dignità che si ritrova ne la femina.
      Gervasio. Farollo facilissimamente. Oh, ecco il Teofilo.
      Poliinnio. E il Dicsone. Un'altra volta dunque. De iis
hactenus
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Bruno Causa 295-296-297