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seppellita nelle tenebre dell'Antichità.
      Se ciò non si concede, chiunque riflette, e combina
sopra l'Antichità, è sbalordito dalla Storia Romana;
ove narra Ercole, Evandro, Arcadi, Frigj dentro del
Lazio, Servio Tullio greco, Tarquinio Prisco figliuolo
di Demarato Corintio, Enea Fondatore della Gente Romana;
certamente le lettere latine, Tacito osserva somiglianti
all'antiche greche
: quando a tempi di Servio Tullio,
per giudizio di Livio, non poterono i Romani
nemmeno udire il famoso nome di Pittagora, ch'insegnava
nella sua celebratissima Scuola in Cotrone; e non
incominciaron'a conoscersi co' Greci d'Italia, che con
l'occasione della guerra di Taranto, che portò appresso
quella di Pirro co' Greci oltramare.
      CIV. é un detto degno di considerazione quello di
Dion Cassio, che la consuetudine è simile al Re, e la legge
al Tiranno
; che deesi intendere della consuetudine ragionevole,
e della legge non animata da ragion naturale.
      Questa Degnità dagli effetti diffinisce altresì la
gran disputa, se vi sia diritto in natura, o sia egli nell'
oppenione degli uomini
; la qual' è la stessa, che la proposta
nel Corollario dell' VIII. se la Natura Umana sia
socievole
. Perchè il Diritto Natural delle Genti essendo
stato ordinato dalla Consuetudine, la qual Dione dice
comandare da Re con piacere, non ordinato con Legge,
che Dion dice comandare da Tiranno con forza; perocchè
egli è nato con essi costumi umani usciti dalla Natura
Comune delle Nazioni
, ch' è 'l subbjetto
adeguato di questa Scienza; e tal Diritto
conserva l'Umana Società
; nè essendovi cosa più naturale,
perchè non vi è cosa, che piaccia più, che celebrare
i naturali costumi
: per tutto ciò la Natura Umana,
dalla quale sono usciti tali costumi, ella è socievole.
      Questa stessa Degnità, con l' VIII., e 'l di lei Corollario
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