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Seconda parte del secondo dialogo.

      Sofia. Or seguitiamo il proposito, quale per l'advenimento
di Mercurio ieri ne venne interrotto.
      Saulino. È ben tempo dopo che, donata la raggione
de la collocazione e situazione de' buoni numi in loco dove
erano quelle bestie, si vegga quali altri sieno ordinati di
succedere al luogo de l'altre; e se vi piace, non vi sia grave
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di farmi sempre intendere la raggione e causa. Eravamo
ieri su aver narrato, come il padre Giove ha donata ispedizione
ad Ercole; però consequentemente per la prima è
da vedere, che cosa abbia fatto succedere in suo luogo.
      Sofia. Io, o Saulino, ho inteso in verità accaduto in
cielo altro che quel tanto, che in fantasia, in sogno, in
ombra, in spirito di profezia vedde Crantore circa il dibatto
de la Ricchezza, Voluptà, Sanità e Fortezza. Perché,
quando Giove ebbe escluso Ercole da là, subito si mese
avanti la Ricchezza, e disse: - A me, o padre, conviene
questo loco. - A cui rispose Giove: - Per qual caggione?
- E lei: - Anzi mi maraviglio, disse, che sin
tanto abbi differito di collocarmi, e prima che ti ricordassi
di me, hai non solo collocate altre dee ed altri numi che
mi denno cedere, ma oltre hai sostenuto che bisognasse
che io da per me medesima venesse ad opponermi e presentarmi
contra il pregiudizio mio e torto che mi fate.
Bruno Best 665-666