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dialogo quarto

      Poliinnio. Et os vulvae nunquam dicit: sufficit: id
est, scilicet, videlicet, utpote, quod est dictu, materia
(la qual
viene significata per queste cose) recipiendis formis numquam
expletur
. Or, poi che altro non è in questo Liceo,
vel potius Antiliceo, solus (ita, inquam, solus, ut minime
omnium solus) deambulabo, et ipse mecum confabulabor
.
La materia, dunque, di peripatetici dal prencipe e dell'altigrado
ingenio del gran Macedone moderatore, non minus
che dal Platon divino e altri, or chaos, or hyle, or sylva,
or massa, or potenzia, or aptitudine, or privationi admixtum,
or peccati causa, or ad maleficium ordinata, or per se non
ens
, or per se non scibile, or per analogiam ad formam cognoscibile,
or tabula rasa, or indepictum, or subiectum, or substratum,
or substerniculum, or campus, or infinitum, or
indeterminatum, or prope nihil, or neque quid, neque quale,
neque quantum; tandem
dopo aver molto con varie e diverse
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nomenclature (per definir questa natura) collimato, ab
ipsis scopum ipsum attingentibus
, femina vien detta; tandem,
inquam (ut una complectantur omnia vocabula), a melius
rem ipsam perpendentibus foemina dicitur. Et mehercle
,
non senza non mediocre caggione a questi del Palladio
regno senatori ha piaciuto di collocare nel medesimo equilibrio
queste due cose: materia e femina; poscia che da
l'esperienza fatta del rigor di quelle son stati condotti a
quella rabia e quella frenesia (or qua mi vien per filo un
color retorico). Queste sono un chaos de irrazionalità, hyle
di sceleraggini, selva di ribalderie, massa d'immundizie,
aptitudine ad ogni perdizione (un altro color retorico, detto
da alcuni complexio!). Dove era in potenza, non solum remota
ma etiam propinqua, la destruzion di Troia? In una donna.
Bruno Causa 289-290