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      Smitho. M'avete sufficientissimamente satisfatto, ed altamente
aperto molti secreti de la natura, che sotto questa
chiave sono ascosi. Da quel che respondete a l'argomento
tolto da' venti e nuvole, si prende ancora la risposta de
l'altro che nel secondo libro Del cielo e mondo apportò
Aristotele; dove dice, che sarebbe impossibile che una pietra
gittata a l'alto potesse per medesma rettitudine perpendicolare
tornare al basso; ma sarrebbe necessario che il velocissimo
moto della terra se la lasciasse molto a dietro verso
l'occidente. Perché, essendo questa proiezione dentro la
terra, è necessario che col moto di quella si venga a mutar
ogni relazione di rettitudine ed obliquità: perché è differenza
tra il moto della nave e moto de quelle cose che sono nella
nave. Il che se non fusse vero, seguitarrebe che, quando la nave
corre per il mare, giamai alcuno potrebbe trarre per dritto
qualche cosa da un canto di quella a l'altro, e non sarebbe
possibile che un potesse far un salto e ritornare co' piè
onde le tolse.
Bruno Cena 116