— 658 —
Ha comandato
ancora al giudicio, che sia accorto che per l'avenire approve
la penitenza, ma che non la metta al pari dell'innocenza;
approvi il credere e stimare, ma giamai al pari del fare ed
operare. Cossí intende del confessare e dire al rispetto del
corregere ed astinere; tanto comende li pensieri, per quanto
riluceno nelli segni espressi e ne gli effetti possibili. Non
faccia che colui che doma vanamente il corpo, sieda vicino
a colui ch'affrena l'ingegno; non pona in comparazione
questo solitario disutile con quello di profittevole conversazione.
Non distingua gli costumi e religioni tanto per
la distinzione di toghe e differenze de vesti, quanto per
buoni e megliori abiti di virtudi e discipline. Non tanto arrida
a quello che ha frenato il fervor della libidine, che forse
è impotente e freddo, quanto a quell'altro ch' ha mitigato
— 659 —
l'empito de l'ira, che certo non è timido, ma paziente.
Non applauda tanto a quello che forse disutilmente s' è
ubligato a non mostrarsi libidinoso, ch'a quell'altro che si
determina di non essere oltre maledico e malfattore. Non
dica maggior errore il superbo appetito di gloria, onde resulta
sovente bene alla republica, che la sordida cupidiggia
di danari. Non faccia tanto trionfo d'uno, perché abbia
sanato un vile e disutil zoppo, che poco o nulla vale piú
sano che infermo, quanto d'un altro ch' ha liberata la
patria e riformato un animo perturbato. Non stime tanto,
o piú, gesto eroico l'aver in qualche modo e qualche maniera
possuto estinguer il fuoco d'una fornace ardente
senz'acqua, che l'aver estinte le sedizioni d'un popolo
acceso senza sangue. Non permetta, che si addrizzeno
statue a' poltroni, nemici del stato de le republiche, e che
in pregiudicio di costumi e vita umana ne porgono paroli
e sogni, ma a color che fanno tempii a' dei, aumentano il
culto ed il zelo di tale legge e religione per quale vegna
accesa la magnanimità ed ardore di quella gloria che séguita
dal servizio della sua patria ed utilità del geno umano;
onde appaiono instituite universitadi per le discipline di
costumi, lettere ed armi. [>]

Bruno Best 658-659