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Or se vogliamo mostrar il modo con il quale Dio è sole,
diremo (perché è tutto quel che può essere) che è insieme
oriente, occidente, meridiano, merinoziale e di qualsivoglia
di tutti punti de la convessitudine della terra; onde, se
questo sole (o per sua revoluzione o per quella della terra)
vogliamo intendere che si muova e muta loco, perché non è
attualmente in un punto senza potenza di essere in tutti
gli altri, e però ave attitudine ad esservi; se dunque è tutto
quel che può essere e possiede tutto quello che è atto a
possedere, sarà insieme per tutto ed in tutto; è si fattamente
mobilissimo e velocissimo, che è anco stabilissimo
e immobilissimo. Però tra gli divini discorsi troviamo che
è detto stabile in eterno e velocissimo che discorre da fine
a fine; perché se intende inmobile quello che in uno istante
medesimo si parte dal punto di oriente ed è ritornato al
punto di oriente, oltre che non meno si vede in oriente che
in occidente e qualsivoglia altro punto del circuito suo;
per il che non è piú raggione che diciamo egli partirsi e
tornare, esser partito e tornato, da quel punto a quel punto,
che da qualsivoglia altro de infiniti al medesimo. Onde
verrà esser tutto e sempre in tutto il circolo ed in qualsivoglia
parte di quello; e per consequenza ogni punto individuo
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dell'eclittica contiene tutto il diametro del sole. E
cossí viene uno individuo a contener il dividuo; il che non
accade per la possibilità naturale, ma sopranaturale; voglio
dire quando si supponesse che il sole fosse quello che è in
atto tutto quel che può essere. La potestà sí assoluta non è
solamente quel che può essere il sole, ma quel che è ogni
cosa e quel che può essere ogni cosa: potenza di tutte le
potenze, atto di tutti gli atti, vita di tutte le vite, anima
di tutte le anime, essere de tutto l'essere; onde altamente è
detto dal Revelatore: «Quel che è, me invia; Colui che è,
dice cossí
». Però quel che altrove è contrario ed opposito,
in lui è uno e medesimo, ed ogni cosa in lui è medesima
cossí discorri per le differenze di tempi e durazioni, come
per le differenze di attualità e possibilità. Però lui non è
cosa antica e non è cosa nuova; per il che ben disse il
Revelatore: «primo e novissimo».
Bruno Causa 284-285