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      Smitho. Vorrei sapere se quelli che sono vicini a gli
altissimi monti, patiscono questo impedimento.
      Teofilo. Non, ma quei che sono vicini a' monti minori;
perché non sono altissimi gli monti, se non sono medesmamente
grandissimi in tanto, che la loro grandezza è insensibile
alla nostra vista: di modo che vengono con quello a
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comprendere piú e molti orizonti artificiali, nei quali gli
accidenti de gli uni non possono donar alterazione a gli
altri. Però, per gli altissimi non intendiamo come l'Alpe
e gli Pirenei e simili, ma come la Francia tutta, ch' è tra
dui mari, settentrionale Oceano ed australe Mediterraneo;
da' quai mari verso l'Alvernia sempre si va montando,
come anco da le Alpe e gli Pirenei, che son stati altre volte
la testa d'un monte altissimo. La qual, venendo tutta via
fracassata dal tempo (che ne produce in altra parte per la
vicissitudine de la rinovazione de le parti della terra) forma
tante montagne particolari, le quale noi chiamiamo monti.
Però quanto a certa instanzia che produsse Nundinio de gli
monti di Scozia, dove forse lui è stato, mostra che lui non
può capire quello, che se intende per gli altissimi monti;
perché, secondo la verità, tutta questa isola Britannia è
un monte, che alza il capo sopra l'onde del mare Oceano,
del qual monte la cima si deve comprendere nel loco piú
eminente de l'isola: la qual cima, se gionge alla parte tranquilla
de l'aria, viene a provare, che questo sii uno di
que' monti altissimi, dove è la reggione de' forse piú felici
animali. Alessandro Afrodiseo raggiona del monte Olimpo,
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dove per esperienza delle ceneri de' sacrificii mostra la
condizion del monte altissimo e de l'aria sopra i confini e
membri de la terra.
Bruno Cena 114-115-116