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Come si può alquanto considerare nella
presente figura [fig. 5]: dove la vera superficie de la terra
è A B C, entro la quale superficie vi sono molte particolari
del mare ed altri continenti, come per essempio M; dal cui
punto non meno veggiamo l'intiero emisfero, che dal
punto A, ed altri de l'ultima superficie. Del che la raggione
è da dui capi: e dalla grandezza de la terra e dalla convessitudine
circunferenziale di quella; per il che M punto non

è in tanto impedito che non possa
vedere l'emisfero; perché gli
altissimi monti non si vengono
ad interporre al punto M, come
la linea M B (il che credo accaderebbe,
quando la superficie
de la terra fusse piana),
ma come la linea M C, M D;
la quale non viene a caggionar
tale impedimento, come
si vede, in virtú de l'arco circonferenziale. E nota
d'avantaggio, che sí come si riferisce M a C ed M a D,
cossí anco K si riferisce a M; onde non deve esser stimato
favola quel che disse Platone delle grandissime concavità
e seni de la terra.
Bruno Cena 114