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      Saulino. Efficacemente, o Sofia, per questa ordinazion
di Giove si dimostra, che gli arbori, che sono ne gli orti
delle leggi, sono ordinati da gli dei per gli frutti, e specialmente
tali, de quali si pascano, si nutriscano e conservino
gli uomini; e che gli superi non si delettano d'odore d'altri
che di questi.
      Sofia. Ascolta. Da questo vuole, che il giudizio inferisca
che li dei massime vogliano essere amati e temuti, per
fine di faurire al consorzio umano, ed avertire massimamente
que' vizii che apportano noia a quello; e però li
peccati interiori solamente denno esser giudicati peccati,
per quel che metteno o metter possono in effetto esteriore;
e le giustizie interiori mai sono giustizie senza la
prattica esterna, come le piante in vano sono piante senza
frutti, o in presenza o in aspettazione. E vuole che de gli
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errori, in comparazione, massimi sieno quelli che sono in
pregiudicio della republica; minori quelli che sono in pregiudicio
d'un altro particolare interessato; minimo sia
quello ch'accade tra doi d'accordo; nullo è quello, che non
procede a mal essempio o male effetto, e che da gl'impeti
accidentali accadeno nella complessione dell'individuo.
E questi son que' medesimi errori, per gli quali gli eminenti
dei si senteno massime-, minore-, minima-, e nullamente
offesi; e per di questi l'opre contrarie si stimano massime-,
minore-, minima-, ed alcunamente serviti. [>]

Bruno Best 657-658