— 282 —
      Dicsono. Che dirai della morte, della corrozione, di vizii,
di diffetti, di mostri? Volete che questi ancora abiano
luogo in quello che è il tutto, che può essere ed è in atto
tutto quello che è in potenza?
      Teofilo. Queste cose non sono atto e potenza, ma sono
difetto e impotenza, che si trovano nelle cose esplicate,
perché non sono tutto quel che possono essere, e si forzano
a quello che possono essere. Laonde, non possendo essere
insieme e a un tratto tante cose, perdeno l'uno essere per
aver l'altro: e qualche volta confondeno l'uno essere con
l'altro, e talor sono diminuite, manche e stroppiate per
l'incompassibilità di questo essere e di quello, e occupazion
— 283 —
della materia in questo e quello. Or tornando al proposito,
il primo principio assoluto è grandezza e magnitudine;
ed è tal magnitudine e grandezza, che è tutto quel che
può essere. Non è grande di tal grandezza che possa essere
maggiore, né che possa esser minore, né che possa dividersi,
come ogni altra grandezza che non è tutto quel che può
essere; però è grandezza massima, minima, infinita, impartibile
e d'ogni misura. Non è maggiore, per esser minima;
non è minima, per esser quella medesima massima; è oltre
ogni equalità, perché è tutto quel che ella possa essere.
Questo che dico della grandezza, intendi di tutto quel che
si può dire: perché è similmente bontà che è ogni bontà
che possa essere; è bellezza che è tutto il bello che può
essere; e non è altro bello che sia tutto quello che può essere,
se non questo uno. Uno è quello che è tutto e può esser
tutto assolutamente. Nelle cose naturali oltre non veggiamo
cosa alcuna che sia altro che quel che è in atto, secondo il
quale è quel che può essere, per aver una specie di attualità;
tuttavia né in quest'unico esser specifico giamai è tutto
quel che può essere qualsivoglia particulare. Ecco il sole:
non è tutto quello che può essere il sole, non è per tutto
dove può essere il sole, perché, quando è oriente a la terra,
non gli è occidente, né meridiano, né di altro aspetto.
Bruno Causa 282-283