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Essendono,
dunque, li dei rimossi da ogni passione, vegnono ad aver
ira e piacere attivo solamente, e non passivo; e però non
minacciano castigo e prometteno premio, per male o bene
che risulta in essi, ma per quello che viene ad essere commesso
nelli popoli e civile conversazioni, alle quali hanno soccorso
con le loro divine, non bastandogli le umane leggi e statuti.
Per tanto è cosa indegna, stolta, profana e biasimevole
pensare che gli dei ricercano la riverenza, il timore, l'amore,
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il culto e rispetto da gli uomini per altro buon fine ed utilitade
che de gli uomini medesimi: atteso che, essendo essi
gloriosissimi in sé, e non possendosegli aggionger gloria da
fuori, han fatto le leggi non tanto per ricevere gloria, quanto
per communicar la gloria a gli uomini: e però tanto le
leggi e giudicii son lontane dalla bontà e verità di legge
e giudicio, quanto se discostano dall'ordinare ed approvare
massimamente quello che consiste nell'azioni morali
de gli uomini a riguardo de gli altri uomini.
Bruno Best 656-657