— 98 —
Capi ordini se ne dissero Re; i quali più animosi dovettero
lor far capo nelle rivolte de' Famoli. Tal' Origine delle Città,
se fusse data per ipotesi, che dentro si ritruova di fatto,
ella per la sua naturalezza, e semplicità, e per l'infinito
numero degli effetti civili, che sopra, come a lor
propia cagione, vi reggono; dee fare necessità di esser
ricevuta per vera: perchè in altra guisa non si può al
Mondo intendere, come delle Potestà Famigliari si formò
la Potestà Civile, e de' patrimonj privati il patrimonio
pubblico
; e come truovossi apparecchiata la materia
alle Repubbliche
d'un' Ordine di pochi, che vi comandi,
e della moltitudine de' plebei, la qual v' ubbidisca;
che sono le due parti, che compiono il subbjetto
della Politica
. La qual generazione degli stati Civili con
le Famiglie sol di figliuoli si dimostrerà dentro essere stata
impossibile.
      LXXXIII. Questa Legge d'intorno a' campi si stabilisce
la Prima Agraria del Mondo; nè per natura si può
immaginar', o intendere un'altra, che possa essere più
ristretta.
      Questa Legge Agraria distinse gli tre dominj, che
posson'esser'in natura civile appo tre spezie di persone;
il bonitario appo i plebei, il quiritario, conservato con
l' armi, e 'n conseguenza nobile appo i Padri, e l' eminente
appo esso ordine; ch' è la Signoria, o sia la Sovrana
Potestà
nelle Repubbliche Aristocratiche.
      LXXXIV. é un luogo d'oro d' Aristotile ne' libri
Politici
, ove nella Divisione delle Reppubliche novera
i Regni Eroici; ne' quali gli Re in casa ministravan le
leggi, fuori amministravan le guerre, ed erano Capi
della Religione
.
      Questa Degnità cade tutta a livello ne' due Regni
Eroici
di Teseo, e di Romolo; come di quello si può
osservar'in Plutarco nella di lui vita, e di questo sulla
Storia Romana, con supplire la Storia Greca con la
Vico SN44 98