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      Sofia. Certo, o Saulino, io credo sognare; penso che sia
un fantasma, una apparizione di turbata fantasia, e non
cosa vera quella che dici; ed è pur certo che si trovano
tali, che proponano e facciano creder questo a le misere
genti. Ma non dubitare, perché il mondo facilmente si accorgerà
che questo non si può digerire, cossí come facilmente
si può avedere di non posser sussistere senza legge
e religione.
      Or abbiamo alquanto veduto, come bene è stata ordinata
e situata la legge: devi adesso udire, con qual cognizione
a quella è vicino aggionto il giudizio. Giove al giudicio
ha messo in mano la spada e la corona: questa, con
cui premie quelli che oprano bene, astenendosi dal male;
quella, con cui castighe color che son pronti a gli delitti,
e son disutili ed infruttifere piante. Ha ingionto al giudicio
la defensione e cura della vera legge, e la destruzione dell'
iniqua e falsa, dettata da genii perversi ed inimici del
tranquillo e felice stato umano; ha comandato al giudicio
che, gionto alla legge, non estingua, ma, quanto si può,
accenda l'appetito de la gloria ne gli petti umani, perché
questo è quel solo ed efficacissimo sprone, che suole incitar
gli uomini e riscaldarli a quelli gesti eroici che aumentano,
mantegnono e fortificano le republiche.
      Saulino. Li nostri de la finta religione tutte queste
glorie le chiamano vane; ma dicono che bisogna gloriarsi
solamente in non so che tragedia caballistica.
Bruno Best 655