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      II. Tansillo. Appresso è designato un che ha nel suo
scudo, parimente destinto in quattro colori, il cimiero,
dove è un sole che distende gli raggi nel dorso de la terra;
e vi è una nota, che dice: Idem semper ubique totum.
      Cicada. Vedo che non può esser facile l'interpretazione.
      Tansillo. Tanto il senso è piú eccellente, quanto è men
volgare: il qual vedrete essere solo, unico e non stiracchiato.
Dovete considerare che il sole, benché al rispetto de diverse
regioni de la terra per ciascuna sia diverso, a tempi a tempi,
a loco a loco, a parte a parte; al riguardo però del globo
tutto, come medesimo, sempre ed in cadaun loco fa tutto;
atteso che, in qualunque punto de l'eclittica ch'egli si trove,
viene a far l'inverno, l'estade, l'autunno e la primavera;
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e l'universal globo de la terra a ricevere in sé le dette quattro
tempeste. Perché mai è caldo a una parte che non sia
freddo a l'altra; come quando fia a noi nel tropico del
Cancro caldissimo, è freddissimo al tropico del Capricorno;
di sorte che è a medesima raggione l'inverno a quella parte,
con cui a questa è l'estade, ed a quelli che son nel mezzo,
è temperato, secondo la disposizion vernale o autumnale.
Cossí la terra sempre sente le piogge, li venti, gli calori,
gli freddi; anzi non sarebbe umida qua, se non disseccasse
in un'altra parte, e non la scalderebe da questo lato il sole,
se non avesse lasciato d'iscaldarla da quell'altro.
      Cicada. Prima che finisci ad conchiudere, io intendo
quel che volete dire. Intendeva egli che, come il sole sempre
dona tutte le impressioni a la terra, e questa sempre le riceve
intiere e tutte, cossí l'oggetto del furioso col suo splendore
attivamente lo fa suggetto passivo de lacrime, che
son l'acqui; de ardori, che son gl'incendii; e de suspiri,
quai son certi vapori, che son mezzi che parteno dal fuoco
e vanno a l'acqui, o partono da l'acqui e vanno al fuoco.
      Tansillo. Assai bene s'esplica appresso:
      Quando declin'il sol al Capricorno,
Fan piú ricco le piogge ogni torrente;
Se va per l'equinozio o fa ritorno,
Ogni postiglion d'Eolo piú si sente;
      E scalda piú col piú prolisso giorno,
Nel tempo che rimonta al Cancro ardente
Non van miei pianti, suspiri ed ardori
Con tai freddi, temperie e calori.
      Sempre equalmente in pianto,
Quantunqu'intensi sien suspiri e fiamme.
E benché troppo m'inacqui ed infiamme,

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      Mai avvien ch'io suspire men che tanto:
Infinito mi scaldo,
Equalmente ai suspiri e pianger saldo.

      Cicada. Questo non tanto dechiara il senso de la divisa,
come il precedente discorso faceva, quanto piú tosto dice
la consequenza di quello, o l'accompagna.
      Tansillo. Dite megliore, che la figura è latente ne la
prima parte, ed il motto è molto esplicato ne la seconda;
come l'uno e l'altro è molto propriamente significato nel
tipo del sole e de la terra.
      Cicada. Passamo al terzo.
Bruno Furori 1032-1033--1034