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      Burchio. Cossí, dunque, avete per provato che quei
corpi non differiscano da questo?
      Fracastorio. Assai bene, perché ciò che di questo può
vedersi da là, di quelli può vedersi da qua; ciò che di quelli
può vedersi da qua, di questo si vede da là, come dire,
corpo picciolo questo e quelli, luminoso in parte da distanza
minore questo e quelli, luminoso in tutto da distanza
maggiore, e piú picciolo, questo e quelli.
      Burchio. Ove è dunque quel bell'ordine, quella bella
scala della natura, per cui si ascende dal corpo piú denso
e crasso, quale è la terra, al men crasso, quale è l'acqua,
al suttile, quale è il vapore, al piú suttile, quale è l'aria
puro, al suttilissimo, quale è il fuoco, al divino, quale è
il corpo celeste? dall'oscuro al men oscuro, al chiaro, al
piú chiaro, al chiarissimo? dal tenebroso al lucidissimo,
dall'alterabile e corrottibile al libero d'ogni alterazione e
corrozione? dal gravissimo al grave, da questo al lieve,
dal lieve al levissimo, indi a quel che non è né grave né
lieve? dal mobile al mezzo, al mobile dal mezzo, indi al
mobile circa il mezzo?
      Fracastorio. Volete saper ove sia questo ordine? Ove
son gli sogni, le fantasie, le chimere, le pazzie. Perché,
quanto al moto, tutto quello che naturalmente si muove,
ha delazion circulare o circa il proprio o circa l'altrui mezzo;
dico circolare, non semplice- e geometricamente considerando
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il circolo e circulazione, ma secondo quella regola
che veggiamo fisicamente mutarsi di loco gli corpi naturali.
Moto retto non è proprio né naturale a corpo alcuno principale;
perché non si vede se non nelle parti che sono quasi
escrementi che hanno efflusso da corpi mondani, o pur,
altronde, hanno influsso alle congenee sfere e continenti.
Qualmente veggiamo de l'acqui che, in forma di vapore
assottigliate dal caldo, montano in alto; ed in propria
forma inspessate dal freddo, ritornano al basso; nel modo
che diremo nel proprio loco, quando consideraremo del
moto. Quanto alla disposizione di quattro corpi, che dicono
terra, acqua, aria, foco, vorei sapere qual natura, qual'arte,
qual senso la fa, la verifica, la dimostra.
      Burchio. Dunque, negate la famosa distinzione de gli
elementi?
      Fracastorio. Non nego la distinzione, perché lascio ognuno
distinguere come gli piace ne le cose naturali; ma niego
questo ordine, questa disposizione: cioè che la terra sia
circondata e contenuta da l'acqua, l'acqua da l'aria, l'aria
dal foco, il foco dal cielo. Perché dico uno essere il continente
e comprensor di tutti corpi e machine grandi che
veggiamo come disseminate e sparse in questo amplissimo
campo: ove ciascuno di cotai corpi, astri, mondi, eterni
lumi è composto di ciò che si chiama terra, acqua, aria,
fuoco. Ed in essi, se ne la sustanza della composizione
predomina il fuoco, vien denominato il corpo che si chiama
sole e lucido per sé; se vi predomina l'acqua, vien denominato
il corpo che si chiama tellure, luna, o di simil condizione,
che risplende per altro, come è stato detto. In questi,
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dunque, astri o mondi, come le vogliam dire, non altrimente
si intendeno ordinate queste parti dissimilari secondo
varie e diverse complessioni di pietre, stagni, fiumi, fonti,
mari, arene, metalli, caverne, monti, piani ed altre simili
specie di corpi composti, de siti e figure, che ne gli animali
son le parti dette eterogenee, secondo diverse e varie complessioni
di ossa, di intestini, di vene, di arterie, di carne,
di nervi, di pulmone, di membri di una e di un'altra figura,
presentando gli suoi monti, le sue valli, gli suoi recessi,
le sue acqui, gli suoi spiriti, gli suoi fuochi, con accidenti
proporzionali a tutte meteoriche impressioni; quai sono gli
catarri, le erisipile, gli calculi, le vertigini, le febri ed altre
innumerabili disposizioni ed abiti che rispondeno alle
nebbie, piogge, nevi, caumi, accensioni, alle saette, tuoni,
terremoti e venti, a fervide ed algose tempeste. Se, dunque,
altrimente la terra ed altri monti sono animali che questi
comunmente stimati, son certo animali con maggior e
piú eccellente raggione. [>]

Bruno Inf 450-451-452