— 279 —
      Teofilo. Certo, questo principio, che è detto materia,
— 280 —
può essere considerato in doi modi: prima, come una potenza;
secondo, come un soggetto. In quanto che presa
nella medesima significazione che potenza, non è cosa
nella quale, in certo modo e secondo la propria raggione,
non possa ritrovarse; e gli pitagorici, platonici, stoici e
altri non meno l' han posta nel mondo intelligibile che nel
sensibile. E noi, non la intendendo appunto come quelli
la intesero, ma con una raggione piú alta e piú esplicata,
in questo modo raggionamo della potenza over possibilità.
La potenza comunmente si distingue in attiva, per la
quale il soggetto di quella può operare; e in passiva, per la
quale o può essere, o può ricevere, o può avere, o può essere
soggetto di efficiente in qualche maniera. De la potenza
attiva non raggionando al presente, dico che la potenza
che significa in modo passivo (benché non sempre sia passiva)
si può considerare o relativamente o vero assolutamente.
E cossí non è cosa di cui si può dir l'essere, della
quale non si dica il posser essere. E questa sí fattamente
risponde alla potenza attiva, che l'una non è senza l'altra
in modo alcuno; onde se sempre è stata la potenza di fare,
di produre, di creare, sempre è stata la potenza di esser
fatto, produto e creato; perché l'una potenza implica
l'altra; voglio dir, con esser posta, lei pone necessariamente
l'altra. La qual potenza, perché non dice imbecillità in
quello di cui si dice, ma piuttosto confirma la virtú ed efficacia,
anzi al fine si trova che è tutt'uno ed a fatto la medesma
cosa con la potenza attiva, non è filosofo né teologo
che dubiti di attribuirla al primo principio sopranaturale.
Bruno Causa 279-280