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Appresso gli ha ordinato ed imposto, che massimamente
verse e vegna rigorosa circa le cose alle quali da
principio e prima e principal causa è stata ordinata: cioè
circa quel tanto ch'appartiene alla communione de gli
uomini, alla civile conversazione; a fine che gli potenti
sieno sustenuti da gl'impotenti, gli deboli non sieno oppressi
da gli piú forti, sieno deposti gli tiranni, ordinati e
confirmati gli giusti governatori e regi, sieno faurite le republiche,
la violenza non inculche la raggione, l'ignoranza
non dispreggie la dottrina, li poveri sieno agiutati da'
ricchi, le virtudi e studii utili e necessarii al commune
sieno promossi, avanzati e mantenuti; sieno esaltati e
remunerati coloro che profittaranno in quelli; e gli desidiosi,
avari e proprietarii sieno spreggiati e tenuti a vile.
Si mantegna il timore e culto verso le potestadi invisibili;
onore, riverenza e timore verso gli prossimi viventi governatori;
nessuno sia preposto in potestà, che medesimo
non sia superiore de meriti, per virtude ed ingegno in cui
prevaglia, o per sé solo, il che è raro e quasi impossibile,
o con comunicazione e conseglio d'altri ancora, il che è
debito, ordinario e necessario. Gli ha donata Giove la potenza
di legare, la quale massime consista in questo, che
lei non si faccia tale che incorra dispreggio e indignità;
a cui si potrà incontrare, menando gli passi per doi camini,
de quali l'uno è della iniquità, comandando e proponendo
cose ingiuste, l'altro è della difficultà, proponendo e comandando
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cose impossibili, le quali pure sono ingiuste: perciò
che due sono le mani per le quali è potente a legare ogni
legge, l'una è della giustizia, l'altra è della possibilità; e
di queste l'una è moderata da l'altra, atteso che, quantunque
molte cose sono possibili che non son giuste, niente però
è giusto che non sia possibile.
Bruno Best 653-654