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Consideresi dunque, che, come il maschio se
muove alla femina e la femina al maschio, ogni erba e
animale, qual piú e qual meno espressamente, si muove
al suo principio vitale, come al sole e altri astri; la calamita
se muove al ferro, la paglia a l'ambra e finalmente ogni
cosa va a trovar il simile e fugge il contrario. Tutto avviene
dal sufficiente principio interiore per il quale naturalmente
viene ad esagitarse, e non da principio esteriore, come veggiamo
sempre accadere a quelle cose, che son mosse o contra
o extra la propria natura. Muovensi dunque la terra e gli
altri astri secondo le proprie differenze locali dal principio
intrinseco, che è l'anima propria. - Credete, disse Nundinio,
che sii sensitiva quest'anima? - Non solo sensitiva, rispose il
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Nolano, ma anco intellettiva; non solo intellettiva, come la
nostra, ma forse anco piú. - Qua tacque Nundinio, e non rise.
Prudenzio. Mi par, che la terra, essendo animata, deve
non aver piacere quando se gli fanno queste grotte e caverne
nel dorso, come a noi vien dolor e dispiacere quando
ne si pianta qualche dente là o ne si fora la carne.
      Teofilo. Nundinio non ebbe tanto del Prudenzio, che
potesse stimar questo argomento degno di produrlo, benché
gli fusse occorso. Perché non è tanto ignorante filosofo, che
non sappia che, se ella ha senso, non l'ha simile al nostro;
se quella ha le membra, non le ha simile a le nostre; se ha
carne, sangue, nervi, ossa e vene, non son simile a le nostre;
se ha il core, non l'ha simile al nostro; cossí de tutte l'altre
parti, le quali hanno proporzione a gli membri de altri
e altri, che noi chiamiamo animali, e comunmente son
stimati solo animali. Non è tanto buono Prudenzio e mal
medico che non sappia, che alla gran mole de la terra questi
sono insensibilissimi accidenti, li quali a la nostra imbecillità
sono tanto sensibili. E credo che intenda, che non altrimente
che ne gli animali, quali noi conoscemo per animali,
le loro parti sono in continua alterazione e moto, ed hanno
un certo flusso e reflusso, dentro accogliendo sempre qualche
cosa dall'estrinseco e mandando fuori qualche cosa da
l'intrinseco: onde s'allungano l'unghie, se nutriscono i
peli, le lane ed i capelli, se risaldano le pelle, s'induriscono
i cuoii; cossí la terra riceve l'efflusso ed influsso delle parti,
per quali molti animali, a noi manifesti per tali, ne fan
vedere espressamente la lor vita. [>]
Bruno Cena 109-110