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degli Antichi; come due grandi fondamenti
della Verità della Religion Cristiana
, la quale nella Sagra
Storia
non ha ella Narrazioni da vergognarsene.
      LVI. I Primi Autori tra gli Orientali, Egizj, Greci,
e Latini, e nella barbarie ricorsa i Primi Scrittori
nelle nuove Lingue d'Europa si truovano essere stati
Poeti.
      LVII. I Mutoli si spiegano per atti, o corpi,
c' hanno naturali rapporti all' idee, ch'essi vogliono
significare.
      Questa Degnità è 'l Principio de' geroglifici, co' quali
si truovano aver parlato tutte le Nazioni nella loro
prima barbarie.
      Quest'istessa è 'l Principio del parlar naturale, che
congetturò Platone nel Cratilo, e dopo di lui Giamblico
de Mysteriis Aegyptiorum
essersi una volta parlato nel
Mondo
, co' quali sono gli Stoici, et Origene contra
Celso
: e perchè 'l dissero indovinando, ebbero contrarj
Aristotile nella Periermenia, e Galeno de decretis Hippocratis,
et Platonis
; della qual disputa ragiona Publio
Nigidio
appresso Aulo Gellio. Alla qual Favella
Naturale
dovette succedere la Locuzion Poetica, per immagini,
somiglianze, comparazioni
, e naturali propietà.
      LVIII. I mutoli mandan fuori i suoni informi cantando:
e gli scilinguati pur cantando spediscono la lingua
a prononziare.
      LIX. Gli uomini sfogano le grandi passioni dando
nel canto, come si sperimenta ne' sommamente addolorati,
et allegri.
      Queste due Degnità, supposte, che gli Autori
delle Nazioni gentili eran'andat'in uno stato ferino di
bestie mute; e che per quest'istesso balordi non si fussero
risentiti, ch'a spinte di violentissime passioni, dovettero
formare le prime loro lingue cantando.
      LX. Le lingue debbon'aver'incominciato da voci
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