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      Smitho. Or Nundinio aggiunse qualche cosa a questo?
Apportò qualche argomento o verisimilitudine per inferire
che l'universo prima sii finito; secondo, che abbia la terra
per suo mezzo; terzo, che questo mezzo sii in tutto e per
tutto inmobile di moto locale?
      Teofilo. Nundinio, come colui che quello che dice, lo
dice per una fede e per una consuetudine, e quello che niega,
lo niega per una dissuetudine e novità, come è ordinario
di que' che poco considerano e non sono superiori alle proprie
azioni tanto razionali quanto naturali, rimase stupido
e attonito, come quello a cui di repente appare nuovo
fantasma. Come quello poi, che era alquanto piú discreto
e men borioso e maligno ch' il suo compagno, tacque;
e non aggiunse paroli, ove non posseva aggiongere raggioni.
Frulla. Non è cossí il dottor Torquato, il quale o a torto
o a raggione, o per Dio o per il diavolo, la vuol sempre
combattere; quando ha perso il scudo da defendersi e la
spada da offendere; dico, quando non ha piú risposta, né
argumento, salta ne' calci de la rabbia, acuisce l'unghie
de la detrazione, ghigna i denti delle ingiurie, spalanca
la gorgia dei clamori, a fin che non lascie dire le raggioni
contrarie e quelle non pervengano a l'orecchie de' circostanti,
come ho udito dire.
      Smitho. Dunque non disse altro?
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      Teofilo. Non disse altro a questo proposito, ma entrò
in un'altra proposta.
Bruno Cena 105-106