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      Sofia. La Sofia, come la verità e la providenza, è di due
specie. L'una è quella superiore, sopraceleste ed oltremondana,
se cossí dir si puote; e questa è l'istessa providenza,
medesima è luce ed occhio: occhio, che è la luce
istessa; luce, che è l'occhio istesso. L'altra è la consecutiva,
mondana ed inferiore; e non è verità istessa, ma è verace
e partecipe della verità; non è il sole, ma la luna, la terra
ed astro, che per altro luce. Cossí non è Sofia per essenza,
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ma per participazione; ed è un occhio che riceve la luce
e viene illuminato da lume esterno e peregrino; e non è
occhio da sé, ma da altro; e non ha essere per sé, ma per
altro. Perché non è l'uno, non è l'ente, il vero; ma de l'uno,
de l'ente, del vero; a l'uno, a l'ente, al vero; per l'uno,
per l'ente, per il vero; nell'uno, nell'ente, nel vero; da l'uno,
da l'ente, dal vero. [>]

Bruno Best 649-650