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      Smitho. Che vi par di questo?
      Teofilo. Altissimamente detto; perché, come di corpi
naturali nessuno si è verificato semplicemente rotondo,
e per conseguenza aver semplicemente centro, cossí anco
de' moti, che noi veggiamo sensibile- e fisicamente ne' corpi
naturali, non è alcuno, che di gran lunga non differisca dal
semplicemente circulare e regolare circa qualche centro;
fórzensi quantosivoglia color, che fingono queste borre ed
empiture de orbi disuguali, di diversità de diametri ed
altri empiastri e recettarii per medicar la natura sin tanto
che venga, al servizio di maestro Aristotele o d'altro, a
conchiudere che ogni moto è continuo e regolare circa il
centro. Ma noi, che guardamo non a le ombre fantastiche,
ma a le cose medesme; noi che veggiamo un corpo aereo,
etereo, spirituale, liquido, capace loco di moto e di quiete,
sino immenso e infinito, - il che dovamo affermare almeno,
perché non veggiamo fine alcuno sensibilmente né razionalmente,
- sappiamo certo che, essendo effetto e principiato
da una causa infinita e principio infinito, deve, secondo
la capacità sua corporale e modo suo, essere infinitamente
infinito. E son certo che non solamente a Nundinio,
ma ancora a tutti i quali sono professori de l'intendere
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non è possibile giamai di trovar raggione semiprobabile,
per la quale sia margine di questo universo corporale, e
per conseguenza ancora li astri, che nel suo spacio si contengono,
siino di numero finito; ed oltre, essere naturalmente
determinato centro e mezzo di quello.
Bruno Cena 104-105