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      Saulino. Degnamente, o Sofia; perché la verità è la
cosa piú sincera, piú divina di tutte; anzi la divinità e la
sincerità, bontà e bellezza de le cose è la verità; la quale
né per violenza si toglie, né per antiquità si corrompe, né
per occultazione si sminuisce, né per communicazione si
disperde: perché senso non la confonde, tempo non l'arruga,
luogo non l'asconde, notte non l'interrompe, tenebra non
l'avela; anzi, con essere piú e piú impugnata, piú e piú
risuscita e cresce. Senza difensore e protettore si defende;
e però ama la compagnia di pochi e sapienti, odia la moltitudine,
non si dimostra a quelli che per se stessa non la
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cercano, e non vuol essere dechiarata a color che umilmente
non se gli esponeno, né a tutti quei che con frode
la inquireno; e però dimora altissima, dove tutti remirano
e pochi veggono. Ma perché, o Sofia, la prudenza gli succede?
forse, perché coloro che vogliono contemplar la verità
e che la vogliono predicare, si deveno con prudenza governare?
Bruno Best 647-648