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Or togliete
via quella materia, la quale è comune al ferro, al legno
e la pietra, e dite: - Quale resta forma sustanziale del
ferro? Giamai ve diranno altro che accidenti. E questi
sono tra' principii d'individuazione e danno la particularità,
perché la materia non è contraibile alla particularità
se non per qualche forma; e questa forma, per esser principio
constitutivo d'una sustanza, vogliono che sia sustanziale,
ma poi non la potranno mostrare fisicamente se non
accidentale. E al fine, quando aranno fatto tutto, per quel
che possono, hanno una forma sustanziale, sí, ma non
naturale, ma logica; e cossí, al fine, quale logica intenzione
viene ad esser posta principio di cose naturali.
      Dicsono. Aristotile non si avvedde di questo?
      Teofilo. Credo che se ne avvedde certissimo; ma non
vi pòtte rimediare; però disse che l'ultime differenze
sono innominabili ed ignote.
      Dicsono. Cossí mi pare che apertamente confesse la sua
ignoranza; e però giudicarei ancor io esser meglio di abbracciar
que' principii di filosofia, li quali in questa importante
dimanda non allegano ignoranza, come fa Pitagora, Empedocle
e il tuo Nolano, le opinioni de' quali ieri toccaste.
      Teofilo. Questo vuole il Nolano, che è uno intelletto
che dà l'essere a ogni cosa, chiamato da' pitagorici e il
Timeo datore de le forme; una anima e principio
formale, che si fa e informa ogni cosa, chiamata
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da' medesmi fonte de le forme; una materia,
della quale vien fatta e formata ogni cosa, chiamata da
tutti ricetto de le forme.
Bruno Causa 272-273