— 101 —
Là onde
al fine è necessario che dui corpi piú luminosi, i quali non
sí tosto perdeno il diametro, non saranno impediti per non
vedersi reciprocamente; non essendo il lor diametro svanito,
come quello di non lucido o men luminoso corpo tramezzante.
Concludesi, dunque, che un corpo maggiore,
il quale è piú atto a perdere il suo diametro, benché stia
per linea rettissima al mezzo, non impedirà la prospettiva
di dui corpi quantosivoglia minori, pur che serbino il diametro
della sua visibilità, il quale nel piú gran corpo è
perso. Qua, per disrozzir uno ingegno non troppo sullevato,
a fin che possa facilmente introdurse a comprendere
la apportata raggione e per ammollar al possibile la dura
apprensione, fategli esperimentare ch' avendosi posto un
stecco vicino a l'occhio, la sua vista sarà di tutto impedita
a veder il lume de la candela posta in certa distanza: al
qual lume quanto piú si viene accostando il stecco, allontanandosi
da l'occhio, tanto meno impedirà detta veduta,
sin tanto che, essendo sí vicino e gionto al lume, come
prima già era vicino e gionto a l'occhio, non impedirà forse
tanto quanto il stecco è largo.
      Or giongi a questo, che ivi rimagna il stecco, ed il lume
altrettanto si discoste: verrà il stecco ad impedir molto
meno. Cossí, piú e piú aumentando l'equidistanza de l'occhio
e del lume dal stecco, al fine, senza sensibilità alcuna
del stecco, vedrai il lume solo. Considerato questo, facilmente
quantosivoglia grosso intelletto potrà essere introdutto
ad intendere quel che poco avanti è detto.
Bruno Cena 101