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      Cicada. È vero ch'ho inteso che per trovarsi l'anima
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nell'ultimo grado de cose divine, meritamente descende
nel corpo mortale, e da questo risale di nuovo alli divini
gradi; e che son tre gradi d'intelligenze: perché son altre
nelle quali l'intellettuale supera l'animale, quali dicono
essere l'intelligenze celesti; altre nelle quali l'animale supera
l'intellettuale, quali son l'intelligenze umane; altre
sono nelle quali l'uno e l'altro si portano ugualmente,
come quelle de demoni o eroi.
      Tansillo. Nell'apprender dunque che fa la mente, non
può desiderare se non quanto gli è vicino, prossimo, noto
e familiare. Cossí il porco non può desiderar esser uomo,
né quelle cose che son convenienti all'appetito umano.
Ama piú d'isvoltarsi per la luta che per un letto de bissino;
ama d'unirsi ad una scrofa, non a la piú bella donna
che produca la natura: perché l'affetto séguita la raggion
della specie. E tra gli uomini si può vedere il simile, secondo
che altri son piú simili a una specie de bruti animali,
altri ad un'altra: questi hanno del quadrupede, quelli del
volatile, e forse hanno qualche vicinanza (la qual non
voglio dire) per cui si son trovati quei che sono affetti a
certe sorte di bestie. Or a la mente (che trovasi oppressa
dalla material congionzione de l'anima) se fia lecito di alzarsi
alla contemplazione d'un altro stato in cui l'anima
può arrivare, potrà certo far differenza da questo a quello,
e per il futuro spreggiar il presente. Come se una bestia
avesse senso della differenza che è tra le sue condizioni e
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quelle de l'uomo, e l'ignobiltà del stato suo dalla nobiltà
del stato umano, al quale non stimasse impossibile di
poter pervenire; amarebbe piú la morte che li donasse
quel camino ed ispedizione, che la vita, quale l'intrattiene
in quell'esser presente. Qua dunque, quando l'anima
si lagna dicendo: O cani d'Atteon, viene introdotta
come cosa che consta di potenze inferiori solamente,
e da cui la mente è ribellata con aver menato seco il core,
cioè gl'intieri affetti con tutto l'exercito de pensieri: là
onde per apprension del stato presente ed ignoranza d'ogni
altro stato, il quale non piú lo stima essere, che da lei possa
esser conosciuto, si lamenta de pensieri, li quali al tardi
convertendosi a lei vegnono per tirarla su piú tosto che a
farsi ricettar da lei. E qua per la distrazione che patisce
dal commune amore della materia e di cose intelligibili,
si sente lacerare e sbranare di sorte che bisogna al fine di
cedere a l'appulso piú vigoroso e forte. Qua se per virtú
di contemplazione ascende o è rapita sopra l'orizonte de
gli affetti naturali, onde con piú puro occhio apprenda la
differenza de l'una e l'altra vita, allora vinta da gli alti
pensieri, come morta al corpo, aspira ad alto; e benché
viva nel corpo, vi vegeta come morta, e vi è presente in
atto de animazione, ed absente in atto d'operazioni; non
perché non vi operi mentre il corpo è vivo, ma perché
l'operazioni del composto sono rimesse, fiacche e come
dispenserate.
Bruno Furori 1022-1023-1024