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      Elpino. Tutto questo deve almeno esser giudicato possibile
e conveniente.
      Filoteo. Circa quelli possono versarsi terre di piú grande
e piú picciola mole che questa.
      Elpino. Come conoscerò la differenza? come, dico,
distinguerò gli fuochi da le terre?
      Filoteo. Da quel, che gli fuochi sono fissi e le terre
mobili, da che gli fuochi scintillano e le terre non; de quali
segni il secondo è piú sensibile che il primo.
      Elpino. Dicono che l'apparenza del scintillare procede
dalla distanza da noi.
      Filoteo. Se ciò fusse, il sole non scintillarebbe piú di tutti,
e gli astri minori che son piú lontani, scintillarebono piú
che gli maggiori che son piú vicini.
      Elpino. Volete che gli mondi ignei sieno cossí abitati
come gli aquei?
      Filoteo. Niente peggio e niente manco.
      Elpino. Ma che animali possono vivere nel fuoco?
      Filoteo. Non vogliate credere, che quelli sieno corpi de
parti similari, perché non sarebono mondi, ma masse vacue,
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vane e sterili. Però è conveniente e naturale ch'abbiano
la diversità de le parti, come questa ed altre terre hanno
la diversità di proprii membri; benché questi sieno sensibili
come acqui illustrate, e quelli come luminose fiamme.
      Elpino. Credete che, quanto alla consistenza e solidità,
la materia prossima del sole sia pur quella che è materia
prossima de la terra? (Perché so, che non dubitate essere
una la materia primiera del tutto).
      Filoteo. Cossí è certo. Lo intese il Timeo, lo confermò
Platone, tutti veri filosofi l'han conosciuto, pochi l'hanno
esplicato, nessuno a' tempi nostri s'è ritrovato che l'abbia
inteso, anzi molti con mille modi vanno turbando l'intelligenza;
il che è avenuto per la corrozion de l'abito e difetto
di principii.
      Elpino. A questo modo d'intendere se non è pervenuta,
pur pare che s'accoste la Dotta ignoranza del Cusano, quando,
parlando de le condizioni de la terra, dice questa sentenza:
«Non dovete stimare che da la oscurità e negro colore
possiamo argumentare che il corpo terreno sia vile e piú
de gli altri ignobile; perché, se noi fussimo abitatori del sole,
non vedremmo cotal chiarezza che in quello veggiamo da
questa regione circumferenziale a lui. Oltre ch'al presente,
se noi ben bene fissaremo l'occhio in quello, scuopriremo
ch'ha verso il suo mezzo quasi una terra, o pur come un
umido ed uno nuvoloso corpo che, come da un cerchio
circumferenziale, diffonde il chiaro e radiante lume. Onde

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non meno egli che la terra viene ad esser composto di
proprii elementi»
.
      Filoteo. Sin qua dice divinamente; ma seguitate apportando
quel che soggionge.
      Elpino. Per quel che soggionge, si può dar ad intendere
che questa terra sia un altro sole, e che tutti gli astri sieno
medesimamente soli. Dice cossí: «S'alcuno fusse oltre la
region del fuoco, verrebe questa terra ad apparire una
lucida stella nella circumferenza della sua regione per mezzo
del fuoco; non altrimente che a noi che siamo nella circumferenza
della region del sole, appare lucidissimo il sole;
e la luna non appare similmente lucida, perché forse circa
la circumferenza di quella noi siamo verso le parti piú
mezzane, o, come dice lui, centrali, cioè nella region umida
ed acquosa di quella; e per tanto, benché abbia il proprio
lume, nulla di meno non appare; e solo veggiamo quello
che nella superficie aquea vien caggionato dalla reflession
del lume solare»
.
Bruno Inf 439-440-441